Carie tipologie

L’odontoiatria individua differenti tipi di carie sulla base di diversi fattori: le cause della malattia infettiva, la gravità che, solitamente, coincide con la profondità dell’infezione nonché le differenti procedure per curare la carie da parte del dentista.

Nell’immaginario collettivo, invece, la carie è associata ad un buco nel dente causato da scarsa igiene orale e che provoca un fortissimo dolore a causa del quale non si vede l’ora di andare dal dentista per essere curati.

Nel presente articolo tentiamo di descrivere i vari tipi di carie senza la presunzione di essere esaustivi o tecnici bensì per dare un’idea al lettore dell’importanza di questa malattia infettiva che si stima colpisca l’80 percento della popolazione mondiale.

La classificazione della carie

Nonostante i differenti tipi di carie, l’odontoiatria tende a classificare la patologia cariosa in base alla posizione nel dente in cui essa compare ed è per questo che esistono 5 differenti classi:
1 classe (la carie interessa le superfici masticatorie e linguali),
2 classe (la carie interessa le superfici prossimali),
3 classe (interessa le superfici distali dei denti anteriori),
4 classe (perdita di superficie incisale),
5 classe (la carie si presenta al colletto dentale).

Elenco e descrizione dei vari tipi di carie

Carie secca o arrestata

Si definisce carie secca l’infezione cariosa che si arresta allo stadio superficiale intaccando lo smalto a diversi livelli ma non la dentina. Ci si accorge della sua presenza a causa della piccola macchia scura da essa prodotta sulla superficie del dente che rovina l’estetica se visibile. Non si è ancora ben stabilito se la carie secca sia una carie che è stata fermata dalla reazione dell’elemento dentale al fine di proteggersi oppure si tratti di una carie a decorso estremamente lento.

A differenza degli altri tipi di carie, questo a cui appartiene la carie secca o arrestata divide ilmondo dell’odontoiatria poichè alcuni di essi consigliano di non curare la lesione poiché per farlo sarebbero costretti all’asportazione di gran parte di tessuto sano quindi si limitano a fissare appuntamenti per tenerne sotto controllo l’evoluzione. Altri dentisti intervengono subito sia per bloccare la carie e non permetterle di arrivare a dar luogo a pulpite sia per ripristinare l’estetica del paziente.

Carie della corona

La corona è il termine con cui si indica la parte visibile del dente, la parte che emerge dalla gengiva e che è possibile scorgere nel cavo orale. Proprio a causa della sua posizione, la corona è fortemente esposta alla placca batterica ed ai batteri che sono causa dell’infezione cariosa.

La superficie più colpita è quella occlusale ovvero la porzione del dente che tritura o trancia il cibo poiché quest’ultimo tende a ristagnare ed a creare le condizione necessarie per il proliferare degli agenti patogeni. Tra tutti i tipi di carie, quella della superficie occlusale è la più facile da rilevare poiché è chiaramente indicata da una macchiolina scura visibile anche ad un auto-esame della bocca durante lo spazzolamento quotidiano.

Carie interprossimale o interdentale

Leggendo il titolo del paragrafo si può essere portati a credere che si tratti di due tipi di carie differenti, così non è. Entrambi si riferiscono all’infezione cariosa che si sviluppa tra dente e dente.

Si tratta di un’infezione che colpisce la superficie mesiale o distale di un dente, ovvero una di quelle pareti che si trovano a contatto con il dente precedente o con quello successivo.

La lesione cariosa interprossimale è lo spiacevole risultato del mancato utilizzo del filo interdentale che permette l’aggregazione dei batteri a formare la placca in una zona ben nascosta nella quale proliferate e disgregare indisturbatamente la superficie del dente. Durante la fase iniziale, detta “carie superficiale”, il soggetto non si accorge dell’evoluzione dell’infezione che avanza sotto lo smalto andando ad erodere la dentina provocando cavità.

Sotto il carico masticatorio, lo smalto, a causa delle cavità cariose sottostanti, cede e rivela la carie.

Tra i tipi di carie che abbiamo preso in considerazione, questo è il più difficile da diagnosticare. Spesso il dentista si accorge della carie interdentale in modo del tutto fortuito, attraverso esami radiografici (lastrine endorali). I denti più colpiti in questo caso sono i secondi molari e i denti del giudizio proprio poiché sono difficili da raggiungere con lo spazzolino da denti ed ancor più con il filo interdentale

Carie cervicale

Detta anche carie del colletto, interessa la parte del dente tra la corona e la radice ed è causata da una scarsa igiene orale domiciliare e, quindi, dall’accumulo di placca lungo il bordo gengivale. I batteri cariogeni si infiltrano al di sotto dei tessuti molli in tasche gengivali dando vita, al contempo, sia a carie anche molto profonde sia a gengivite.

Carie secondaria, recidivante o ricorrente

La carie secondaria non è un tipo di carie meno importante bensì è un’infezione che si ripropone dopo essere stata curata o, meglio, mal curata. Inavvertitamente il dentista potrebbe aver otturato il dente in maniera tale da offrire alla placca un punto di aggregazione molto favorevole e quindi la carie tende a ripresentarsi proprio nel punto in cui era stata curata.

Carie radicolare, del cemento o senile

I soggetti più colpiti sono le persone anziane poiché con l’età le gengive tendono ad indebolirsi oppure le persone che soffrono di recessione gengivale a causa di differenti patologie.

Quando il tessuto molle non è perfettamente aderente al dente oppure quando la gengiva lascia scoperto il cemento della radice, è più facile per la placca creare la carie poiché ha a che fare con un tessuto meno mineralizzato (quindi meno resistente) rispetto allo smalto e quindi più permeabile.

Questo tipo di carie comporta la veloce distruzione della radice naturale del dente che, in seguito, è necessario ricreare utilizzando impianti dentali e capsule protesiche allo scopo di permettere al paziente di riottenere la corretta funzione masticatoria e la giusta estetica.

Per rimediare a questo tipo di infezione, in alcune occasioni, il dentista è costretto ad aprirsi la strada incidendo la gengiva per scoprire la parte interessata e procedere alla relativa bonifica.

Carie dei denti da latte o da biberon

La lista dei tipi di carie non sarebbe completa se non menzionassimo il processo carioso noto anche come “sindrome del biberon” e che colpisce una sempre più alta percentuale di bimbi di età compresa tra 1 e 3 anni ai quali i genitori hanno dato la brutta abitudine di avere quasi sempre a disposizione il biberon con sostanze contenenti zuccheri che favoriscono l’insorgenza dalla carie.

Non è necessario che queste sostanze siano per forza succhi di frutta, the zuccherato o latte e biscotti sbriciolati, il latte da solo è già una fonte di pericolo per l’insorgenza della carie dei denti da latte soprattutto nelle ore notturne poiché la salivazione si riduce e non ha più il potere di detersione che invece possiede durante le ore di veglia.

Per la salute dei denti del bebè i pediatri e i pedodonzisti consigliano di lasciare al piccolo solo acqua nel biberon e di detergere le gengive ed i dentini spuntati con garze inumidite subito dopo la poppata, almeno quella pre-nanna notturna.

Carie in gravidanza e post parto

Non di rado è possibile sentire di donne la cui gravidanza ha rovinato loro i denti, ma quanto c’è di vero ? Molto !

Durante il periodo di gravidanza, il corpo della futura mamma è soggetto a scompensi ormonali, aumentano i livelli di progesterone e degli estrogeni, tali sconvolgimenti possono causare la modificazione della saliva e renderla più densa quindi meno efficace nella detersione dei denti e della bocca.

La conseguenza è che la placca ha più occasioni per depositarsi e stratificare dando origine non solo a fenomeni cariosi e gengivite ma anche ad alitosi e tartaro.

L’ansia e gli sbalzi di umore portano le gestanti a consumare cibi ricchi di zucchero aumentando notevolmente il rischio di carie.

Nell’immediato post parto, le mamme sono tutte prese dal loro nuovo ed importantissimo ruolo che spesso tendono a trascurarsi e l’igiene orale è una delle prime a soffrirne con conseguenti accumuli di batteri cariogeni nella cavità orale.

Conclusioni
Dalle descrizioni dei tipi di carie fatta nei paragrafi precedenti, ci accorgiamo che la patologia cariosa colpisce i nostri denti a tutte le età indistintamente; per questo motivo è bene iniziare subito con la prevenzione e con la corretta igiene orale domiciliare. Tali buone abitudini devono essere mantenute nel tempo fino a tarda età. Ricordiamo che la prevenzione insieme all’igiene orale anche professionale sono le uniche armi che abbiamo per conservare i nostri denti il più a lungo possibile.

Dopo aver descritto quasi tutti i tipi di carie che possono colpire e distruggere i nostri denti, ci sentiamo di indicare ai nostri lettori anche l’articolo sulla prevenzione della carie.